Scrittura e Ispirazione

Bene, forse è giunto il momento si riprendere in mano questo blog, troppo a lungo dimenticato. Il vero problema credo sia il cosidetto blocco dello scrittore. Se avessi la possibilità di scrivere tutto ciò che mi viene in mente mentre sono sotto la doccia, passeggio per strada, ammiro gli alberi, i fiori ed il cielo mentre sono al parco, sono distesa sulla sabbia a prendere il sole o immensa a nuotare nell’acqua del mare, o semplicemente mentre sono a letto e sto per addormentarmi, o mentre sono impegnata a leggere e/o a studiare, sicuramente sarei ormai una scrittrice famosa, dedita alla poesia, alla narrativa ed alla saggistica. Varie volte ho pensato che il modo migliore per registrare i pensieri che mi vengono mentre sono per strada o comunque non ho possibilità o voglia di scrivere, sarebbe quello di utilizzare il registratore vocale del cellulare. Ma questo implicherebbe poi il dover riascoltare ciò che ho scritto, l’avere il tempo di riascoltarlo e trascriverlo. Non ho mai registrato neppure le lezioni tenute dai professori all’università, proprio perchè ho sempre preferito prendere appunti scrivendo, piuttosto che dover sbobbinare, perchè di questo si tratta, una volta a casa. Ritengo comunque questa del registratore vocale una buona idea. Dovrò provare, prima o poi. Sperando ovviamente che i rumori esterni e di sottofondo non siano troppi e troppo rumorosi perchè, diciamocelo, ci sarebbe poi anche questo problema!

Ma anche quando ci capita di essere a casa, e di aver quindi la possibilità di scrivere, finiamo per non farlo, dando la priorità ad altre cose, come fare le pulizie e sistemare. Personalmente, ho imparato a dedicare a questo tipo di attività il tempo immediatamente successivo al dormire. Ovvero: mi sveglio, preparo la sacrosanta caffettiera (cosa sarebbe una tazza mattutina di buon latte caldo senza il caffè?), mentre aspetto che il caffè sia pronto lavo i piatti sporchi della sera precedente, una volta uscito il caffè spengo il gas e, essendo già in movimento, sistemo e pulisco velocemente ciò che vi è da sistemare e pulire, e solo allora mi dedico alla ben meritata colazione, composta dal lattuccio caldo col caffè, cornettini con nutella, oppure da una bella tazza fumante di te e biscotti.

Ma il pulire e sistemare casa non è la sola attività a cui diamo priorità rispetto allo scrivere.  Vi è anche lo studio. In questo momento, per esempio, dovrei  lavorare sulla mia tesi di laurea (laurea specialistica: finalmente sono alla fine! Non mi sembra vero! Quasi come un sogno che diventa realtà!). Invece mi ritrovo seduta sul divano, col computer poggiato sulle gambe, a scrivere. L’ispirazione (perchè è a lei che dobbiamo tutto!), mi è venuta una volta finita la colazione. Adoro passare i minuti successivi sul divano, a controllare facebook, whatsapp o instagram. Ritengo che stare comodamente seduti con le gambe incrociate sia qualcosa di davvero inspirational, ma non saprei spiegarne il perchè. In questo preciso momento, per esempio, stanca di quella posizione “buddista”, ho disteso le gambe e mi ritrovo seduta normalmente; mi rendo conto tuttavia che, benchè avendo già iniziato a scrivere da un pò e seguendo il corso dei miei pensieri stia io riuscendo ad andare avanti, l’ispirazione è comunque diminuita, lasciandomi così in quello che definirei uno stato emotivo completamente differente, quasi vuoto. Farei meglio a tornare seduta con le gambe incrociate. Ok, fatto.

Dicevamo: Il blocco dello scrittore e l’ispirazione. L’ispirazione è qualcosa che segue il suo corso, non la si può fermare o controllare. Non sapevo quello che avrei scritto quando, 10 minuti fa, decisi di aprire un nuovo file word invece di quello relativo alla tesi. Eppure, eccomi qua, 610 parole dopo.

Ritengo che uno dei principali problemi nasca dal fatto che il colore bianco, il colore del foglio, non dia veri input. Esistono molti software di scrittura nati proprio con lo scopo di risolvere questo tanto discusso problema del blocco dello scrittore. A mio parere la filosofia che sta alla base di tali software è quella di creare un ambiente di lavoro naturale, giocando sulla psicologia e dunque facendo credere al cervello di non trovarsi davanti ad un computer ed a un foglio bianco da dover scrivere. Personalmente conosco solo ZenWriter, ma confesso di non averlo mai utilizzato. Lo scoprii anni fa grazie ad altri blogger. Il software è a pagamento (non preoccupatevi, costa pochissimo) ma vengono concessi 15 giorni di prova gratuita. Tuttavia, temendo di non avere tempo da impiegare per scrivere, non mi sono mai decisa ad installarlo. In alternativa, si può provare a non utilizzare word a schermo intero, in modo tale da poter sempre vedere lo sfondo del desktop, proprio come sto facendo io in questo momento.

Ecco l'attuale sfondo del mio desktop. Adoro gli alberi! :)

Ecco l’attuale sfondo del mio desktop. Adoro gli alberi! 🙂

Un’altro problema che letteralmente mi perseguita quando devo scrivere è quello della lingua. In che lingua scrivere? Italiano o inglese? A volte penso che utilizzare la lingua internazionale sarebbe molto più utile in quanto appunto accessibile ad una quantità elevata di utenti, altre volte invece penso di voler scrivere per condividere le mie esperienze e dare dunque consigli potenzialmente utili a tutti quegli italiani che, come me, hanno sempre voglia di fare nuove esperienze e di scoprire nuovi mondi lontani da casa. Spesso il dubbio è tale che finisco per non scrivere affatto. Detestando le posizioni di stallo, soprattutto se tanto durature, ho quindi deciso di iniziare a scrivere in italiano. Almeno inizio, mi sono detta, avendo sempre la possibilità di tradurre in futuro, creando un blog gemello o, semplicemente, scrivendo lo stesso post in due lingue differenti o inglobando due blog in uno tramite l’utilizzo dei tag o delle categorie. Ma intano scrivi! Verba volant scripta manet, era solita dire la mia professoressa del liceo; ed aveva ragione. Della serie, per utilizzare un espressione legata all’utilizzo di Word, “intanto salva!”.