La mia pet family felina

Avete mai visto una Crazy Cat Lady allergica ai gatti? well, here I am! Quando l’allergologo, circa 10 anni fa, mi disse che ero allergica al pelo degli animali, soprattutto quello dei gatti, fu un duro colpo. Ricordo che mi disse di stare attenta perché la mia allergia, che comprendeva tante altre cose (acari, olio di oliva, fiori dell’ulivo, kiwi e frutta esotica, fragole, e non ricordo quante altre cose), avrebbe potuto peggiorare e trasformarsi in asma. Decisi ugualmente di sfidare la sorte, ovviamente!

La mia famiglia è sempre stata pro-cani. Ne avevamo circa 5, e ciò ci impediva di prendere gatti. Appartenendo tutti alla stessa famiglia (figli di figli), la razza si indebolì, fin quando non morirono tutti senza lasciare cuccioli. Nonostante il dispiacere, approfittai subito della situazione, infilando (letteralmente) in casa un gatto. Così arrivò Danae.

I primi tre mesi per me furono terribili a causa della mia allergia. Starnutivo in continuazione, passavo molto tempo a letto, e gli antistaminici mi davano solo un minimo sollievo. Col passare del tempo, tuttavia (e per fortuna!), cominciai ad abituarmi a lei. La mia allergia iniziò a mutare: da 100% area divenne 50% aerea e 50% cutanea: potevo tranquillamente vivere con Danae attorno, ma riuscivo a tenerla appiccicata di sopra (chiunque abbia un gatto capirà l’espressione “appiccicata di sopra”), per un massimo di 30 minuti, trascorsi i quali iniziavo a starnutire e la parte di pelle che era stata a contatto col gatto iniziava a prudermi e a riempirsi di macchie rosse (che sembravano succhiotti). Il problema allergia, fondamentalmente, mi si ripresentava solo se a stretto contatto con altri gatti estranei. Mi ero abituata a Danae. Potevo ritenermi soddisfatta.

Negli anni ci capitò di trovare vari gattini per strada. Li raccoglievamo, se erano da svezzare, li svezzavamo e cercavamo qualcuno che li adottasse. Come potete immaginare, non riuscimmo sempre nell’impresa, e per ben altre tre volte io e la mia allergia dovemmo abituarci a nuovi arrivati. Come secondo gatto e terzo pet (in quanto il secondo membro non felino della pet family fu un cane, Zara), fu Arya, una gattina con problemi di respirazione che, per fortuna, le si attenuarono col tempo, sino a scomparire.

Dopo fu la volta di Scritch (Stitch + scricciolo). Un giorno io e mio fratello eravamo andati a correre e, sulla strada del ritorno, in mezzo al marciapiede, trovammo un gattino. Dopo averlo osservato per considerare se fosse il caso di raccoglierlo o meno, ci accorgemmo che si trascinava solo con le zampette anteriori. Ovviamente lo prendemmo immediatamente, ed in seguito scoprimmo che aveva la parte posteriore del corpicino fratturata (forse da un calcio) e che, a causa della tenera età, non era possibile operarla. Mia madre decise subito che, date le condizioni, l’avremmo tenuta con noi. Oggi Scritch sta bene, anche se ha la parte anteriore del corpo più muscolosa di quella posteriore (che per circa 1 anno usò molto di rado dopo che si fu calcificata), e la zona del sederino leggermente triangolare, anche se si nota sempre meno.

Ed eccoci all’ultima arrivata. Trascorso l’inverno 2015 a Roma (questa è un altra storia!), torno a casa e cosa trovo? ovviamente un altro gatto! Mia madre l’ha chiamata “Stella”, ma io avrei preferito Diana, dunque per me lei è Lady D. E’ tutta bianca con una leggera macchietta nera poco visibile sulla testa.