Una vita da modella

Models present creations during the PPQ

Quanto dev’essere figo fare la modella….” Chi non l’ha mai pensato? Dopotutto, vieni pagata solo per fare avanti e indietro su una passerella, indossare abiti, metterti in posa e…fine!

Come iniziare a intraprendere questa carriera? Le agenzie. Così come esistono agenzie per hostess, mi viene spiegato, esistono quelle per modelle. Peccato che, avendo sempre lavorato nel servizio accoglienza (hostess, appunto), non conoscessi agenzie rivolte invece all’immagine. Bene, inizia la mia ricerca. Scopro dunque che esistono due modi per entrare a far parte di simili agenzie: 1. fare un book fotografico (a pagamento, ovviamente!) con l’agenzia di cui si vuol far parte  2. partecipare a concorsi di bellezza. Nessuna delle due opzioni mi entusiasmava particolarmente in quanto: la prima richiedeva il dover spendere soldi per lavorare, mentre la seconda non rientrava esattamente nei miei, diciamo, “canoni”.

Che fare, dunque? era una strada che mi sarebbe piaciuto provare ad intraprendere e in qualche modo avrei pur dovuto cominciare…..ma non in quel modo….. dunque? Colpo di fortuna(!!!): un noto marchio che produce abiti da sposa indice casting per reclutare nuove aspiranti modelle. Potevo farmi scappare l’occasione? ovviamente no!

Riesco a convincere una mia amica ad accompagnarmi (quando il suo ragazzo, nonché mio amico, ha saputo cosa stessimo facendo, ha voluto provare pure lui xD).

Giorno del casting. Sorvolando sulle lunghe  ore di attesa passate in compagnia di altrettante aspiranti modelle, metà delle quali dovevano per forza aver sbagliato luogo, mentre l’altra metà mi spingeva a pensare di averlo sbagliato io, notavo come quell’ambiente mi risultasse…direi quasi “inquietante”. Tutte quelle ragazze che si trovavano li in quanto ritenevano di essere tanto belle da poter diventare modelle….super-truccate e su tacchi vertiginosi….Non che io fossi diversa… ma sicuramente non mi sentivo a mio agio in quel luogo.

Le ore passano e si avvicina sempre più il momento del mio casting. Il nervosismo cresce. “Devi solo camminare….devi solo camminare…”, continuo a ripetermi. E’ il mio turno. Per fortuna non ero la prima del mio gruppo! in questo modo ho potuto vedere esattamente come si svolgevano le selezioni: veniva chiesto di camminare, appunto, su un tappetto (rappresentante la passerella), percorrerlo tutto, arrivare alla fine (quindi di fronte la commissione), restare un attimo ferme, girarsi e tornare indietro. Bhé, niente di complicato….giusto? *poco convinta* Si avvicina sempre di più il mio momento. Mi chiamano. Percorro quella passerella sperando che la commissione non si accorga che sono tanto nervosa da sentirmi quasi ubriaca. “Scusi, può percorrere nuovamente il tappeto?“. Ok, se ne sono accorti. Cavolo! Ripercorro il tappeto. “Provi a camminare dritta di fronte a lei, venendo verso di noi“. Cavolo! continuo a camminare come un ubriaca! Però alle altre ragazze non hanno chiesto di percorrere quel tappeto per ben tre volte! A me veniva offerta non una seconda bensì una terza possibilità! Ripercorsi dunque quel tappeto per la terza ed ultima volta, cercando di avere maggiore autocontrollo e di non pensare a tutte le persone che mi stavano guardando.

Le faremo sapere, grazie!“. Era finita. Ore interminabili di attesa e, finalmente, era finita.Tutto ciò che volevo era uscire da quel luogo e ……. andare a pranzare!

Non avevo bisogno che mi “facessero sapere”. Era scontato che non mi avessero presa. E comunque, anche qualora fossi stata selezionata, come speravo di riuscire a camminare su una vera passerella, durante una vera sfilata di moda, dove centinaia di persone ti fissano? Ho sempre detestato essere guardata. Come speravo di riuscire ad intraprendere una carriera in cui essere fissati corrisponde alla quotidianeità?  Bhé, almeno posso dire di averci provato. O ho fatto solo FINTA di averci provato? Non importa: mi sono comunque resa conto che è un “mestiere” che non fa per me. Non che già non lo sospettassi…. !

Così come avere una buona macchina fotografica non fa di te un fotografo, avere un fisico da modella non fa di te una modella né, tanto meno, significa che vi sei portata.

Se tu incrini ciò che sei, tu diventerai… qualcun altro. […]. Ci sono molti modi di raggiungere il proprio scopo, ma ingannare la voce interiore… non è tra quelli. (Dott. Tom)

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